Lanciato nel 2019 il progetto Filo Flow, legato alla fiera Filo, ha un obiettivo preciso: rendere chiaro e riconosciuto l’impegno delle aziende espositrici per la sostenibilità dei prodotti, dei processi produttivi e sotto il profilo etico-sociale.
Un impegno che, secondo gli organizzatori della manifestazione, programmata per il 14 e 15 settembre prossimi a MiCo Milano, può esplicitarsi solo in una logica di filiera, per arrivare a prodotti realmente sostenibili e tracciabili. I risultati raggiunti finora da Filo Flow dimostrano che si tratta di un approccio molto apprezzato dalle aziende.
Un’iniziativa di successo
Filo Flow è un progetto che ha un orizzonte di lungo periodo. Come sottolineato da Paolo Monfermoso, responsabile dell’evento milanese, è un “progetto di tracciatura della filiera dove il concetto di sostenibilità si lega immediatamente alla tracciabilità e alle sinergie lungo la catena produttiva”.
La fiera Filo ha quindi individuato nove criteri che si riferiscono all’utilizzo di sostanze chimiche, ai consumi idrici, a quelli energetici e al riciclo, affiancati da altri relativi al modello di sostenibilità sociale verso gli stakeholders e l’ecosistema.
I risultati molto positivi raggiunti dalle aziende espositrici alla manifestazione, che a settembre festeggerà la sua 58a edizione, fanno ben sperare.
Bastano solo alcuni esempi per comprendere l’impegno delle aziende che aderiscono a Filo Flow nella ricerca di soluzioni produttive sempre più adeguate dal punto di vista ambientale ed etico. L’87% di loro fa uso di materie prime originate da riciclo pre e post-consumo, mentre il 97% fa ricorso a materie prime certificate. L’85% ha sviluppato un programma di tracciabilità della propria filiera. Il 70% ricicla internamente i propri scarti di lavorazione. L’81% delle aziende partecipanti al progetto ha una certificazione attinente al chemical management.
La 58a edizione
Per la prossima fiera Filo https://filo.it gli organizzatori hanno scelto il fil rouge “Dialoghi creativi” per indicare i temi tessili proposti quale ispirazione per le collezioni che saranno presentate.
I temi tessili proposti, infatti, si differenziano da quelli che comunemente vengono definiti “tendenze” nel panorama fieristico internazionale. Si tratta invece di una ricerca costante sul prodotto, in un “dialogo” – appunto – continuo con le aziende chiamate poi a realizzare concretamente i materiali.
È anche per questo che ormai da molte edizioni l’appuntamento milanese fiera Filo ha lanciato la sezione del Quick Delivery e ha abbandonato il concetto di stagionalità delle proposte. Vengono invece suggeriti materiali tessili che le aziende possono poi riprendere e sviluppare secondo sensibilità ed esigenze interne, al di là di una cadenza temporale ormai superata da mercati sempre più internazionali e integrati.
Nei “Dialoghi creativi” al centro del discorso sono dunque le materie prime, i prodotti, le lavorazioni, che si trasformeranno in filati esposti in un “dialogo” aperto e continuo con le aziende e gli uomini prodotto, esaltandone la creatività, le sperimentazioni e le capacità di ricerca.
