Dal 25 al 26 maggio Pordenone Fiere apre le porte ad AlgaeFarm 2022, neonato appuntamento dedicato a tecnologie e applicazioni in alghicoltura. L’evento si svolgerà in contemporanea con AquaFarm 2022www.aquafarmexpo.it e NovelFarm 2022 ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio e le Applicazioni delle Microalghe.
AquaFarm è la mostra-convegno internazionale dedicata ad acquacoltura e industria della pesca sostenibile. NovelFarm è il più importante evento italiano interamente dedicato alle nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming.
L’’appuntamento con AlgaeFarm 2022 www.novelfarmexpo.it sarà l’occasione per presentare le migliori realtà professionali dedicate alla filiera dell’alghicoltura, creando un’opportunità di confronto su un settore in continua crescita.
“AlgaeFarm arriva al momento giusto nell’evoluzione del mercato europeo e mondiale – ha sottolineato afferma Alberto Bertucco, presidente di Aisam –. E siamo grati a Pordenone Fiere che ormai da 5 anni offre al settore un’importante occasione di incontro”.
AlgaeFarm 2022: un comparto in forte crescita
Secondo la californiana StrategyR, le due specie algali più importanti in questo momento, spirulina (49%) e chlorella (29,4%), trainano la crescita di questo comparto per il loro utilizzo in cibi e prodotti nutraceutici che vengono acquistati per il loro valore di rafforzamento delle difese dell’organismo. Un effetto derivante dalla pandemia e che già si è fatto sentire nella seconda metà del 2020 e nel 2021.
In Italia, la domanda di microalghe essiccate si attesta su circa 200 tonnellate per utilizzi che vanno dall’alimentare alla nutraceutica, alla cosmesi e alla farmacopea fino ai mangimi per i pesci. Meno del 13% della domanda viene attualmente soddisfatta dalla produzione nazionale. Di questa produzione i tre quarti è concentrata sulla spirulina e in capo ad una decina di aziende che puntano sulla certificazione biologica, per l’alta qualità richiesta dal nostro mercato.
AlgaeFarm 2022: potenzialità
La concorrenza è molto forte soprattutto per via della spirulina “certificata bio” proveniente da India, Cina e Sud-Est Asiatico che vanta prezzi che sono un terzo di quella europea.
Le potenzialità di mercato rimangono comunque molto elevate e interessanti.
Se si guarda oltre la biomassa essiccata, che si può definire il grado zero dell’utilizzo delle microalghe, e ci si concentra sulle altre sostanze ricavabili dalla biomassa fresca (quindi non esposta alla concorrenza asiatica) si scopre che i prezzi di mercato salgono molto rapidamente.
Gli acidi grassi, tra cui gli omega-3, spuntano tra i 200 e 600 dollari al kg, mentre per la fucoxantina, un potente anti-infiammatorio, si arriva a 45.000 dollari al kg.
