Associazione enti fieristici italiani: regole chiare

Associazione enti fieristici italiani
[:it]Associazione enti fieristici italiani[:en]Association of Italian Fairs[:]

Il 17 gennaio a commento della situazione contingente legata alle nuove restrizioni per l’accesso alle fiere internazionali in Italia a causa dell’emergenza sanitaria, Maurizio Danese, presidente di Associazione enti fieristici italiani – Aefi , associazione che riunisce esposizioni e fiere italiane, ha chiesto  l’attivazione urgente di nuovi corridoi per consentire anche agli operatori internazionali vaccinati non Ema di partecipare alle fiere in Italia.
“Se il Governo ha deciso – come giusto – di non chiudere le manifestazioni fieristiche, allo stesso tempo deve stabilire regole chiare per consentire l’accesso a tutti gli operatori della domanda, anche quelli i cui vaccini non sono riconosciuti dall’Ema (Agenzia europea del farmaco). Con le attuali regole rischiamo la cancellazione di tutti i grandi eventi internazionali, con danni enormi nei confronti dei player fieristici e soprattutto delle imprese del made in Italy”.

Associazione enti fieristici italiani: un danno per il sistema 

Attualmente infatti rassegne importanti per il comparto di riferimento e per il sistema fieristico italiano sono momentaneamente costrette a rinunciare alla presenza di molti operatori.  In particolare quelli provenienti da Cina, Russia, Corea, Giappone, Medio Oriente e tanti altri mercati considerati emergenti per il made in Italy.
“Un danno per il business dell’offerta italiana che chiediamo venga risolto il prima possibile. Quasi tutte le fiere internazionali del primo bimestre di quest’anno hanno già dovuto rinviare a primavera, ma rischiano di saltare definitivamente se non si troverà una soluzione a questo gap normativo che ha pesato non poco nella scelta dei top player di posticipare le grandi rassegne”, ha concluso il presidente Associazione enti fieristici italiani.

Le regole attuali, in base a quanto ha potuto apprendere Aefi dalle comunicazioni disponibili, richiedono giorni di quarantena e/o vaccinazioni suppletive con vaccini riconosciuti da Ema. Queste disposizioni scoraggiano chi deve venire in Italia con continue disdette di operatori, in particolare dei Paesi terzi.