Eicma cambia con un nuovo progetto di rebranding

Eicma cambia
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Eicma cambia: dopo la cancellazione dell’edizione 2020 e a poco meno di 3 mesi dall’apertura della 78esima edizione, dal 23 al 28 novembre (23 e 24 solo per stampa e operatori) a Rho Fiera Milano, Eicma ha illustrato il progetto di rebranding che prevede logo e denominazione nuovi.
Il più importante evento fieristico al mondo dedicato all’industria del ciclo e del motociclo si presenta ora con un tratto più immediato, evocativo ed internazionale Rimane il rosso, che rappresenta la centralità della passione per il settore, ed esce dall’interno del simbolo il logotipo “Eicma”, che diventa protagonista assoluto al suo esterno.
Vengono inoltre reinterpretati gli elementi visivi che lo compongono, ovvero il cerchio e la forcella.
Il primo è immagine della ruota, ma anche del mondo attraverso cui viaggiare, mentre la forcella, che lo contiene e lo controlla, è il tributo alla filiera e all’intera industria, alle componenti, le parti e gli accessori.

Eicma cambia: al centro ora le “due ruote”

Si tratta, come spiegato da Paolo Magri, amministratore delegato di Eicma, di “un cambio di passo deciso. Frutto della volontà di vedere nelle difficoltà degli scorsi mesi e nello stop forzato dell’anno passato un’opportunità per innovare nel rispetto dalla tradizione, un’occasione per investire ancora su noi stessi, sul nostro posizionamento e anche sulla nostra identità visiva”.
Eicma cambia anche il naming della manifestazione stessa. Dal 24 agosto infatti, data di presentazione delle novità, l’evento diventa “Esposizione internazionale delle due ruote”.
Resta quindi il riferimento al valore globale e alla narrazione centenaria della rassegna nella prima parte, mentre si supera la – oramai – datata dicitura “ciclo e motociclo” con una più contemporanea formulazione “due ruote”.

Eicma cambia, Un progetto curato da Lorenzo Marini, artista, pubblicitario a livello internazionale e direttore creativo dell’agenzia Yes Marini di Milano, che ha curato il lavoro. Marini ha sottolineato come “l’essere contemporanei significhi creare un rapporto sempre nuovo con il pubblico e il consumatore. E ogni rapporto passa attraverso il linguaggio. E il linguaggio passa anche attraverso la brand identity”.