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Saloni Pitti 2021: una ripartenza alla grande

saloni Pitti 2021

Un’edizione indimenticabile è quella dei saloni Pitti 2021 , che si sono conclusi il 2 luglio a Fortezza da Basso a Firenze.
Migliaia – circa 6mila – ad esempio gli operatori del settore moda che hanno partecipato alla centesima edizione Pitti uomo https://uomo.pittimmagine.com/e 93 di Pitti bimbo https://bimbo.pittimmagine.com/. Del totale visitatori ben quattromila erano buyer, mentre la percentuale complessiva dei compratori esteri si è aggirata introno al 30%.
Dopo due edizioni esclusivamente in digitale, i saloni Pitti 2021 sono stati dunque i primi, tra i grandi appuntamenti internazionali, a riaprire. La Stazione Leopolda è stata spazio fisico e insieme luogo simbolo della ripartenza, tra l’entusiasmo e la volontà di reagire da parte dei player del sistema moda.
“Abbiamo fatto da apripista – hanno sottolineato gli organizzato degli eventi – offrendo un modello di sicurezza, di innovazione e di concreta sinergia con i nuovi strumenti digitali. La determinazione dimostrata dalle aziende nel partecipare dal salone, il livello qualitativo delle loro proposte e dei progetti presentati, ma anche i feedback e gli stessi numeri, che adesso condividiamo con voi, ci riempiono di soddisfazione”.

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Saloni Pitti 2021, l’edizione numero 89 di Pitti Filati https://filati.pittimmagine.com/, andata in scena dal 28 al 30 giugno alla Stazione Leopolda di Firenze insieme a Vintage Selection, ha registrato la presenza di oltre 1.700 buyer e operatori del settore. Tra gli stranieri forte la presenza di (francesi, tedeschi e statunitensi.
Per la precisione oltre 1.224 i buyer (dei quali 390 esteri) e 114 i giornalisti.

Per ciò che riguarda Pitti uomo, i compratori sono arrivati da diversi Paesi europei a iniziare da Germania, per continuare con Francia, Svizzera, Spagna, Austria, Olanda, Belgio, Russia, Polonia, Grecia e Portogallo. Tanti anche i visitatori professionali arrivati da Usa (trainati dai grandi department store come Bergdorf Goodman e Neiman Marcus), Canada e Turchia. Vanno inoltre ricordati i rappresentanti europei dei principali department store e gruppi retail di Cina, Hong Kong, Giappone e Corea, nazioni dalle quali non era a fine giugno ancora possibile spostarsi.

 

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