CFI Massimo Goldoni tavola rotonda del 15 giugno

CFI Massimo Goldoni
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Nella tavola rotonda, organizzata dal portale fiereitaliane.it con CFI Massimo Goldoni, nel giorno ufficiale della ripartenza del comparto, alcuni attori della filiera hanno discusso sulle sfide legate al post Covid.

Si è svolta in diretta streaming il 15 giugno, giorno simbolico per la ripartenza delle manifestazioni fieristiche in presenza, l’incontro organizzata da fiereitaliane.it “Italia: una fiera da 60 miliardi di euro – Ripartire insieme per valorizzare un asset strategico per la nosta economia”.

Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista PAOLA ROTA, si è parlato di ripartenza del settore, strategico per l’economia nazionale e strumento indispensabile del made in Italy, che ogni anno genera decine di miliardi di euro di business, con CFI MASSIMO GOLDONI – Presidente CFI, GIUSEPPE LESCE – A.D. Sacmi e Presidente Federmacchine, CLAUDIO MARENZI – Presidente Pitti Immagine, SANDRO STIPA – Ceo e Presidente di Stipal e President Asal-Assoallestimenti.

Intervenuta in collegamento video l’onorevole BENEDETTA FIORINI, in rappresentanza dei Ministeri Attività produttive, Commercio e Turismo.

Obiettivo della tavola rotonda è stato quello di impostare un dialogo costruttivo, finalizzato al rilancio di un comparto di enorme valore che rischiamo di “consegnare” ai competitor esteri per l’incapacità di fare sistema.

Tra gli argomenti guida l’importanza della filiera e il sistema fieristico come asset strategico fondamentale, in particolare per le Pmi.

Senza dimenticare, come sottolineato dagli intervenuti al dibattito, il valore aggiunto presentato dall’Italia, come ricordato da CFI MASSIMO GOLDONI, “il nostro Paese vanta eccellenze storiche, paesaggistiche, enogastronomiche, architettoniche… Dobbiamo sfuttare la parte privata e strutturale perché il turismo d’affari è importantissimo e traina il turismo cosiddetto “leisure”. Un fattore che lo stesso ministro Garavaglia ha ben compreso”.

Importanti tuttavia le risorse governative, come sottolineato da tutti gli intervenuti, ai quali ha risposto BENEDETTA FIORINI, ricordando come le risorse ci siano, così come sono presenti e centrali i temi del de minimis, degli aiuti, dei protocolli in caso di un ritorno dell’emergenza.
Proprio su questi temi è necessaria tuttavia la costanza nell’erogazione di quei fondi promessi per il 2020 e il 2021. Perché “il mercato è cambiato profondamente, così come il modello di business al quale eravamo abituati nel periodo pre-Covid”.

Ma cosa serve per la ripartenza? Per SANDRO STIPA, che rappresenta uno dei comparti che nel sistema fieristico è stato il più colpito, “regolarità di flussi negli aiuti di stato e una correzione del de minimis. Sul fronte del lavoro abbiamo chiesto abbiamo chiesto al Governo un’esenzione contributiva per i prossimi 6 mesi, per salvaguardare le risorse professionali e umane costruite nel tempo”.

La sicurezza delle location con i temi relativi al green pass europeo e ai protocolli per i visitatori extra UE con la diffusione dei “corridoi verdi” è stato al centro  delle considerazioni.

Serve ora un organismo che coordini i lavori. CFI si propone, come dichiara CFI MASSIMO GOLDONI. “Abbiamo proposto che sia Confindustria a coordinare tutte le proposte arrivate in questi mesi per lavorare sugli sviluppi futuri. Ci poniamo come braccio operativo tenendo conto delle istanze che arrivano da un comparto fatto di tante realtà con esigenze diverse. Realtà che rappresentano comparti che ante Covid non erano comprese nella filiera che rappresentiamo”.

Ai diversi attori però si richiede un cambio di mentalità, come ricordato da CLAUDIO MARENZI – Presidente Pitti Immagine. Dopo la pandemia ci troviamo “intorpiditi”, questo anche per un utilizzo massiccio del lavoro da remoto. Meno digitale e più presenza dunque. Dal nostro punto di vista c’è molto entusiasmo, anche da parte degli stranieri, di tornare in fiera per incontrarsi per creare nuove attività di socializzaione. E’ un momento fondamentale”.

Perché il digitale è stato fondamentale e continuerà a essere una risorsa, ma rimane fondamentale il contatto diretto.