Mipel Lab 23 nella Grande Mela con Lineapelle

Mipel Lab 23

Per il secondo anno consecutivo torna il concept fieristico Mipel Lab 23, in occasione di Lineapelle New York, dal 19 al 20 luglio al Metropolitan Pavilion di Manhattan,  , organizzato da Assopellettieri.
“Un appuntamento importante, in una fase in cui il mercato statunitense si conferma particolarmente promettente per l’alto di gamma – ha dichiarato Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri –. Perché permette di mettere in contatto le nostre aziende con brand alla ricerca di realtà italiane in grado di supportarlo nell’ideazione e realizzazione delle loro collezioni secondo i più alti standard qualitativi”.
Un luogo di incontro privilegiato tra marchi del lusso, designer, private label internazionali e l’eccellenza di alcuni dei principali produttori italiani di pelletteria,

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Il ruolo della piattaforma online

La kermesse americana dura due giorni, mentre la versione digitale di Mipel Lab 23 https://www.lineapelle-fair.it/it/site/pages/mipel-lab dura 365 giorni. Una piattaforma che, attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale, consente di mettere in contatto i brand del lusso Usa e internazionali con il top dei produttori di pelletteria italiana in grado di soddisfare al meglio le loro esigenze produttive in tempo reale. Attiva 24 ore su 24, continuerà a essere attiva, in attesa della prossima edizione fisica dell’evento, che si terrà a Milano dal 19 al 21 settembre, sempre all’interno e in contemporanea con Lineapelle.

C’è bisogno di formazione e competenze

In attesa di Lineapelle 2023, Mipel Lab 23 Confindustria Moda, che riunisce le 7 associazioni del tessile, moda e accessorio, ha evidenziato un problema che sta investendo con forza il comparto. Infatti su un fabbisogno annuale di circa 9mila profili tecnici specializzati nel settore, il sistema educativo del nostro Paese ne forma poco più di 2mila.
Ovvero un fabbisogno annuale non soddisfatto di personale che si aggira intorno ai 7mila lavoratori per il comparto. Questo calcolo – su dati Unioncamere – fa riferimento alle figure tecniche e agli operai specializzati, non includendo il fabbisogno di chimici e meccatronici, dei quali c’è anche una forte richiesta nel settore.
I numeri sono stati resi noti durante un incontro con Confindustria Moda che si è svolto durante Milano Unica https://www.milanounica.it/it, evento che si è tenuto dall’11 al 12 luglio a Fieramilano Rho.
Durante l’incontro il Comitato Education di Confindustria Moda ha fatto il punto sulle attività che sta realizzando per contribuire a colmare un mismatch che genera due tipi di problemi. Il primo, nel breve periodo, con la difficoltà delle aziende di trovare nel mercato le competenze necessarie. Il secondo, nel medio-lungo periodo, con l’impossibilità che ci sarà sia di sostituire i professionisti che andranno in pensione, sia di essere pronti per la transizione industriale che le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità richiedono.

Paolo Bastianello, presidente del Comitato Education di Confindustria Moda: “Che tutto il settore agisca come sistema è la prima e fondamentale premessa per riuscire a risolvere questo problema. Di fondamentale importanza poi continuare a costruire rapporti e relazioni con le Istituzioni e tutti gli enti terzi in grado di supportarci. Ma, infine, è fondamentale la collaborazione delle aziende: se in Italia mancano laboratori per formare i tecnici, le aziende devono aprire i loro e metterli a disposizione degli studenti”.

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