Si è conclusa l’11 maggio a fieramilano Rho, dove era iniziata il 9, la 10th edition Made in Steel, conference & exhibition internazionale dedicata alla filiera siderurgica. Sono state oltre 300 le aziende presenti in rappresentanza dell’intero comparto della siderurgia, dalla produzione all’utilizzo, passando per la trasformazione e i servizi, logistica compresa. Il 25% è arrivato dall’estero, in netto miglioramento rispetto al 2021. Ventuno i Paesi rappresentati, Italia compresa. La superficie espositiva ha superato i 15mila metri quadrati, un record assoluto per l’evento. Oltre 60 i buyer, italiani e stranieri, che hanno partecipato alla 10th edition Made in Steel, grazie alla collaborazione con l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Dal 2005, anno del debutto, l’evento con cadenza biennale ha visto una costante crescita, tanto da arrivare a spostare il focus dalla filiera siderurgica del Sud Europa a quella internazionale, ampliando così l’area di influenza e di attrattività.
Organizzato da siderweb – La community dell’acciaio, il principale organo italiano di informazione, analisi e consulenza specializzato sul comparto siderurgico, questo evento propone non solo occasioni di business ma anche di riflessione, relazioni e conoscenza, attraverso convegni, forum e tavole rotonde.
10th edition Made in Steel: come vanno i mercati
E proprio il ruolo dell’acciaio nell’Europa, la congiuntura siderurgica e il mercato, la ricostruzione dell’Ucraina sono stati i temi dei quali si è parlato nella seconda giornata dell’evento 2023. Argomenti al centro del convegno “Il ruolo dell’Ucraina nella nuova Europa d’acciaio” che ha visto l’intervento di Yuriy Ryzhenkov, ceo di Metinvest.
Nella siderweb Arena è invece andato in scena “Mercato & dintorni”, l’appuntamento ideato da siderweb per monitorare l’andamento del mercato nazionale e internazionale dell’acciaio, che per la prima volta si è tenuto in presenza e non in forma di webinar.
Emanuele Norsa, Kallanish ha analizzato l’andamento del mercato internazionale dell’acciaio ricordando quanto la prima parte del 2023 sia stata difficile. In particolare a causa di un sentiment non buono, se non addirittura negativo.
10th edition Made in Steel: il ruolo della Cina
“Questo in Cina ha impattato sul prezzo delle materie prime, i quali restano elevati rispetto allo storico ma su livelli inferiori rispetto ai picchi registrati nel 2022. Il Dragone resta quindi un punto di riferimento. Il suo consumo apparente crescerà del 5,5%, non sufficiente però a dare una spinta ai prezzi a livello internazionale. Per questo, in Europa si prevede una certa stabilità per il 2023 e un recupero dovrebbe arrivare”.
Una situazione che nel complesso, “da una parte ha avuto effetti benefici sui costi dell’energia, che lo scorso anno hanno impattato in modo molto significativo tanto a livello globale quanto, soprattutto, europeo. Ora, nonostante la correzione dei prezzi delle materie prime, lo spread delle acciaierie non è così sotto pressione. Possiamo quindi affermare che il mercato sta trovando una sua stabilità, malgrado le difficoltà ancora presenti”.
