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Dal 7 al 10 novembre presso il quartiere fieristico di Rimini, Ecomondo edition 2023 è l’evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni industriali nei settori della green and circular economy. Una manifestazione che riscuote anche l’interesse del settore del fashion, che nel 2022, secondo i dati del Centro Studi di Confindustria, ha visto un +32,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 8,1 miliardi di euro.
Verso una moda sempre più sostenibile
Nel Textile District di Ecomondo edition 2023 spazio quindi non solo alla vetrina, ma anche a un interessante palinsesto di eventi. Un’iniziativa di grande importanza se si considera che l’industria della moda, uno dei pilastri dell’economia Ue, con 400mila imprese e il 31% del giro d’affari europeo (55 miliardi di euro). Ma anche tra le filiere che producono più inquinamento. Secondo i dati diffusi dalla Comunità Europea, il fashion genera nel Vecchio Continente ben 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno. Da soli abbigliamento e calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, con una media di 12 kg a persona ogni anno. Attualmente, solo il 22% dei rifiuti tessili post-consumo viene raccolto separatamente per essere riutilizzato o riciclato, mentre il resto viene spesso incenerito o messo in discarica.
A livello globale, inoltre, la filiera della moda è responsabile del 10% delle emissioni mondiali di carbonio, del consumo di circa 93 miliardi di metri cubi di acqua nella sola produzione, e dello scarico nei mari di circa 500.000 tonnellate di microfibre.
Dati che diventano ancora più significativi alla luce delle stime elaborate dalle istituzioni di Bruxelles, secondo le quali la produzione di prodotti tessili dovrebbe crescere del 63% entro il 2030.
In fiera le best practice
Per promuovere la transizione verso la sostenibilità del settore moda, durante Ecomondo edition 2023 www.ecomondo.com verranno valorizzate le buone pratiche da gruppi e brand iconici come LVMH Group, Valentino e Fendi. Accanto a queste anche le esperienze di aziende nate con un Dna sostenibile come Beste che con il progetto Beredo, permette di dare nuova vita a tutti i materiali pre-consumo dei brand e delle aziende manifatturiere.
Aziende ma non solo, perché la guerra agli sprechi non può essere combattuta solo dalle imprese, ma necessita del sostegno delle istituzioni. La Comunità Europea ha recentemente proposto di introdurre nuove norme (ERP) per rendere i produttori responsabili dell’intero ciclo di vita dei prodotti tessili. Un’iniziativa in linea con la strategia comunitaria, (che trova nell’alto numero di eventi dedicati all’interno del calendario di Ecomondo durante le quattro giornate di manifestazione.
Quest’anno torna inoltre l’Osservatorio Tessile, che pone l’accento sullo stato di avanzamento della gestione dei rifiuti tessili da parte dei comuni italiani e non solo.