Vista la crisi del commercio, in particolare per ciò che riguarda i negozi al dettaglio, il portale Bakeca www.bakeca.it ha deciso di stare al fianco dei piccoli esercizi commerciali di tutta Italia.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Con l’iniziativa “Bakeca Per Te” il sito di annunci, nato nel 2005 da un’idea di Paolo Geymonat e ora guidato dall’a.d.Stefano Pavignano, vuole dare un suo contributo schierandosi al fianco dei negozi locali e piccoli esercizi commerciali contro lo strapotere dei colossi dell’e-commerce.
La proposta del portale Bakeca è dedicata a tutti i negozianti, artigiani e privati che non hanno dimestichezza con il computer, che non hanno mai pensato di mettere un annuncio di vendita e che non saprebbero farlo autonomamente. ma per i quali un annuncio potrebbe essere un nuovo canale di promozione e vendita e un modo per resistere alla crisi.
Basta inviare una mail a insieme@bakeca.it o chiamare lo 011.6996100 per definire il testo da pubblicare sulla sezione locale del portale (presente oggi in tutte le principali città italiane e in tutte le provincie).
Il team del portale Bakeca si occuperà di inserire l’annuncio online – testo, immagini, prezzo, città – e di ottimizzarlo con tutti gli accorgimenti necessari per renderlo accattivante per i potenziali acquirenti.
La crisi secondo Confcommercio
Secondo l’analisi sulle chiusure delle attività nel 2020 dell’Ufficio Studi Confcommercio, l’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a meno 120 miliardi rispetto al 2019) porta a stimare la chiusura di oltre 390mila imprese del commercio non food e dei servizi di mercato. Un fenomeno non compensato dalle 85mila nuove aperture.
L’emergenza sanitaria ha acuito il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%).
Tra i settori più colpiti nel commercio vanno ricordati abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%). Nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%).
C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.