Se i Decreto Presidente Consiglio Ministri del 13 e del 18 ottobre hanno confermato che l’organizzazione e lo svolgimento delle fiere nazionali e internazionali si sarebbero svolti regolarmente, è più grigia per tutto ciò che riguarda i convegni nei padiglioni fieristici.
Su questo sollecita una risposta anche Maurizio Danese, presidente di Aefi, associazione che riunisce 40 operatori fieristici nazionali. Danese chiede infatti di chiarire urgentemente e al più presto come sarà la gestione dei convegni all’interno degli spazi fieristici perché i business forum che si svolgono durante le manifestazioni sono gestiti secondo le medesime rigorose regole delle fiere.
«Secondo l’ultimo Decreto Presidente Consiglio Ministri l’attività convegnistica è consentita solo da remoto, dimenticando che questa attività rappresenta un’integrazione importante e fondamentale delle manifestazioni. Se i business forum organizzati all’interno delle fiere – che non sono congressi a se stanti – non saranno possibili, molte delle fiere in calendario nei prossimi mesi verranno annullate con un impatto devastante sull’intero sistema e una perdita drammatica per l’export delle imprese e per l’indotto generato sui territori».
Si tratta di un ulteriore danno, sottolinea Aefi, a un settore che registra importanti perdite già subite nei mesi passati e che hanno causato un crollo del fatturato di ben il 70%.
Anche senza menzionare nuovamente i Decreto Presidente Consiglio Ministri Danese ricorda che «Come associazione stiamo lavorando anche per un chiarimento sulle fiere regionali e locali, qualifica utile a identificare la manifestazione dal punto di vista della provenienza di espositori e visitatori, che nulla ha a che fare con la salute e la sicurezza». Infatti le fiere – anche quelle regionali o locali – organizzate nei quartieri fieristici italiani che rispettano il Protocollo Aefi, a sua volta validato dal Cts, dovrebbero quindi essere autorizzate dal decreto. Non si tratta infatti di sagre o fiere di comunità ma eventi di business professionali.
«I protocolli di sicurezza osservati dai nostri associati sono già molto severi, ma siamo a disposizione del Cts per valutare insieme eventuali ulteriori misure da mettere in atto», conclude il presidente di Aefi.