Il 4 giugno in occasione della 10^ Giornata mondiale delle fiere a Palazzo Piacentini (Mimit) a Roma è stato presentato il primo Libro bianco sul sistema fieristico italiano, realizzato da Aefi 2025 in collaborazione con Prometeia, che ha curato le sezioni di inquadramento competitivo.
Nel volume si sottolinea come le filiere e le imprese italiane sono da sempre legate da un destino comune, basti pensare che il 30% della produzione e il 63% dell’export nazionale è generato dalle imprese attive nelle filiere agroalimentare, tecnologia, moda-bellezza, edilizia-arredo e tempo libero. Un binomio che dovrà giocare un ruolo da protagonista anche nel Piano d’azione per l’export italiano nei mercati extra-Ue, annunciato dal Governo italiano a marzo.
Quanto pesano le incertezze geopolitiche e commerciali
Nel Libro bianco di Aefi 2025 si evidenzia come a livello internazionale l’industria fieristica italiana sia al quarto posto dopo Cina, Usa e Germania e, includendo il settore congressuale, realizza un fatturato annuo di 4 miliardi di euro e 17mila addetti.
Dal 2021 al 2024 la crescita media annua (Cagr a prezzi correnti) complessiva delle 5 filiere elencate sopra è stata – grazie anche a impulsi inflazionistici – pari al +9%, performance che ha permesso di risalire e superare i livelli pre-Covid. Tuttavia oggi, con il persistere delle note incertezze di carattere geopolitico e commerciale – a iniziare dai dazi –, le previsioni nel lungo periodo risultano più complicate con una stima di +2% annuo al 2030. Nell’ipotesi che l’evoluzione del sistema fieristico si muova in risposta agli impulsi inerziali provenienti dalle filiere clienti, anche il quadro prospettico per i player fieristici italiani risulta quindi poco dinamico, con Cagr dell’ordine dell’1%.
Aefi 2025: queste le quattro aree sulle quali intervenire
Nel capitolo delle istanze del Libro bianco, l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane individua 4 principali aree di intervento: rafforzamento dell’internazionalizzazione delle fiere; semplificazione del quadro normativo e relative misure di sostegno; promozione di un piano di adeguamento delle infrastrutture. Infine predisposizione di un pacchetto di misure per sostenere e aumentare la partecipazione fieristica da parte delle Pmi. Per il primo punto tra le proposte lo sviluppo di una partnership tra i player fieristici, il rafforzamento del Fondo di internazionalizzazione, il potenziamento del coordinamento tra il settore e le istituzioni attraverso il coinvolgimento sistemico dell’associazione.
La semplificazione normativa è il secondo imperativo di Aefi 2025 – https://www.aefi.it/it/. Anche attraverso la riduzione della burocrazia e delle procedure autorizzative tramite una norma nazionale uniforme.
Per sostenere una maggiore inclusione partecipativa delle Pmi, l’associazione chiede l’introduzione di un Bonus fiere di medio-lungo periodo rivolto alle aziende di nuova costituzione o che non hanno partecipato alle manifestazioni fieristiche nell’anno precedente.