In concomitanza con Pitti Filati, è stato reso pubblico il Bilancio Filati 2023 (comprende la produzione di Filati lanieri, cotonieri e linieri) che ha registrato un’inversione del trend di crescita del biennio precedente. Una tendenza connessa sia al deterioramento macroeconomico nazionale ed internazionale che “fisiologica” dopo 2 anni di recuperi su ritmi vigorosi e difficilmente sostenibili nel medio periodo.
Come anticipato s febbraio in occasione di Pitti Filati, la filatura archivia un 2023 in calo. A febbraio la stima era nell’ordine del -4,2%, a consuntivo il fatturato settoriale rileva una contrazione più marcata, pari al -11,0% su base annua. Con una perdita di circa 357 milioni di euro in 12 mesi. Il turnover cala, dunque, a 2,9 miliardi di euro. Il comparto rimane comunque superiore ai livelli pre-Covid, mettendo a segno una crescita del +4,0% rispetto il 2019.
Bilancio Filati 2023: settore per settore
La filatura laniera si conferma il comparto preponderante, concorrendo all’82,3% del turnover complessivo. Mentre il filato di cotone copre il 13,6%, seguito dal filato liniero circoscritto al 4,1%. Guardando le performance di ciascun comparto risultano tutte interessate da una dinamica negativa: i filati lanieri sperimentano un calo del fatturato settoriale pari al -9,8% su base annua; la filatura cotoniera presenta una diminuzione del -18,6%, mentre quella liniera evidenzia un -6,4%.
Il valore della produzione (variabile questa che si propone di stimare il valore della sola attività produttiva svolta in Italia al netto della commercializzazione dei filati importati), archivia il 2023 in perdita del -11,1%, similmente, dunque, al fatturato.
Relativamente al commercio con l’estero, sia i flussi in entrata che quelli in uscita hanno sperimentato una dinamica negativa: l’export ha palesato una flessione pari al -12,0%, calando a 868 milioni di euro; allo stesso tempo l’import ha registrato una variazione negativa del -17,2%, portandosi a 938 milioni.
Bilancio Filati 2023 e la congiuntura nel primo trimestre del 2024
Per la filatura italiana il 2024 vede ancora un segno negativo. I risultati dell’indagine annua svolta da SMI su un campione di aziende associate alla Federazione e operanti nel comparto della filatura rilevano, per il primo trimestre dell’anno, flessioni con riferimento al fatturato ma soprattutto alla produzione.
Anche l’indice di produzione industriale ISTAT relativo alla filatura (Codice ATECO CB 13.1) mostra nei primi tre mesi del 2024 una contrazione del -5,7%, confermando quindi quanto emerso dall’indagine campionaria svolta da SMI.
A determinare tale risultato è soprattutto il calo del -7,8% dell’attività produttiva in gennaio e il trend solo un po’ meno negativo di febbraio e marzo (in frenata ciascuno del -4,7% circa rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente).
Riguardo all’interscambio commerciale con l’estero, Q1 2024 è in sofferenza. infatti a valore archivia una decisa contrazione sia dell’import, pari a un -28,3%, sia dell’export della filatura, che segna una flessione del -13,3% scendendo a 227 milioni di euro.