Dal 22 al 24 febbraio i padiglioni di BolognaFiere ospiteranno la quinta edizione della Slow Wine Fair 2026. Alla manifestazione parteciperanno oltre 1100 produttori di vino selezionati da Slow Food, provenienti da tutta Italia e da 27 Paesi, tra cui Messico, Bulgaria, Ucraina, Georgia, Giappone, Grecia e Argentina. Come in ogni edizione, centrale sarà il palinsesto di incontri per approfondire le tante tematiche legate al mondo del vino, scoprire nuovi presìdi o partecipare alle masterclass in programma.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Slow Wine Fair 2026: uno spazio di riflessione
Anche questa quinta edizione come ricordato Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition non è e non vuole essere una ‘semplice’fiera B2B, ma uno spazio di riflessione capace di offrire spunti concreti per orientare il futuro del vino italiano e internazionale. “A Bologna parleremo del vino come fenomeno economico, culturale e sociale, un aspetto che troppo spesso viene dato per scontato. La produzione vitivinicola ha un impatto profondo sull’economia delle nostre campagne e sulle comunità che le abitano”. Perché, se da un lato emergono criticità, ad esempio il caporalato e lo sfruttamento, dall’altro, il vino diventa un motore di inclusione, dignità del lavoro e crescita sociale.
Slow Wine Fair 2026: nasce la Banca del Vino
Saranno oltre 150 le cantine provenienti da 27 Paesi. Accanto a realtà storiche come Francia e Germania, con denominazioni note a livello internazionale, spazio anche produzioni meno conosciute ma di crescente interesse, provenienti da Paesi come Messico, Bulgaria e Ucraina.
Non mancano i produttori della Natural Wine Association della Georgia, insieme a esperienze in arrivo dalla Grecia, dai Paesi dell’America Latina e dagli Stati Uniti. Tornano inoltre gli Slow Sake dal Giappone e una selezione di produttori di sidro, a testimonianza della crescente diversità del panorama fermentato.
Oltre alla scoperta di nuovi vini insieme ai produttori presenti alla Slow Wine Fair 2026 – https://slowinefair.slowfood.it – e alla possibilità di partecipare alle numerose masterclass, il debutto dell’area Banca del Vino – Annate storiche.
“Portare in degustazione etichette uscite dal commercio da 5 o 10 anni significa offrire al pubblico un’occasione concreta di educazione all’evoluzione del vino, superando il pregiudizio che spesso accompagna quelle più mature – ha spiegato Federico Piemonte, amministratore delegato della Banca del Vino –. Allo stesso tempo, vogliamo creare uno spazio di confronto tra produttori e operatori del settore sulle potenzialità di invecchiamento, un momento di dialogo che spesso manca nelle fiere di settore. Quest’area nasce dall’esperienza della Banca del Vino di Pollenzo (Bra, Cn), che da oltre vent’anni valorizza il tempo come elemento distintivo della cultura del vino”.