Si è conclusa il 20 giugno l’edizione numero di Firenze Pitti Uomo 108, che aveva preso il via il 17 giugno presso la Fortezza da Basso di Firenze. A pochi giorni dalla conclusione gli organizzatori hanno tirato le prime somme di questa edizione estiva dove i buyer di tutto il mondo hanno avuto l’occasione di incontrare i protagonisti del menswear internazionale, i marchi storici, i designer più conosciuti e quelli emergenti sia tra gli stand che durante il fitto palinsesto di eventi e presentazioni.
Firenze Pitti Uomo 108: il coraggio e la responsabilità
I dati relativi all’affluenza di compratori e visitatori confermano le previsioni della vigilia trasmettendo un messaggio positivo al comparto del fashion e lifestyle maschile e al mercato internazionale. I buyers in arrivo dall’estero hanno registrato circa un +3% rispetto al giugno 2024, mentre quelli italiani sono apparsi in leggera diminuzione, causata, per ciò che riguarda gli ultimi due giorni di fiera, alla coincidenza con gli scioperi nazionali dei trasporti.
Complessivamente sono stati oltre 11.400 i compratori intervenuti e superati i 15.000 visitatori totali.
Raffaello Napoleone, amministratore delegato anche di Firenze Pitti Uomo 108, ha commentato i primi risultati ricordando le parole ‘coraggio e responsabilità’ citate da Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine, in apertura di Pitti Uomo a proposito degli espositori. Perché questo è “il nostro modo di reagire alle difficoltà: il salone è un simbolo e uno strumento concreto per la promozione e lo sviluppo degli scambi commerciali – ed è tale in qualsiasi fase congiunturale, persino nelle epoche di transizione, come quella che stiamo probabilmente vivendo. E la risposta dei compratori, in arrivo da più di 100 Paesi nei 5 continenti – è la migliore che ci potessimo aspettare”.
Firenze Pitti Uomo 108: la risposta positiva dei mercati extra Europa
Se guardiamo il dato estero più in dettaglio è evidente che il totale europeo compensa le oscillazioni, in un senso e nell’altro, dei singoli Paesi, mentre le spinte positive maggiori vengono dai Paesi extraeuropei. Usa e Cina innanzitutto, seguite da Giappone e le altre economie del sud-est asiatico.
Interessanti anche i numeri in crescita registrati da Firenze Pitti Uomo 108 – https://uomo.pittimmagine.com/it – di grandi mercati come Australia, Brasile e India, che finora avevano avuto presenze molto contenute. Così come registrano performance buone diversi Paesi dell’Est e del Medio Oriente, fino ai nuovi mercati dell’Asia Centrale.
A dimostrazione – ricorda ancora l’amministratore delegato di Pitti Immagine che “non è solo termometro sensibile dei movimenti commerciali ma è anche, molto spesso, il porto in cui sbarcano le avanguardie dei nuovi compratori della migliore moda maschile”.
Il merito di questo successo va agli oltre 740 espositori, ha aggiunto Agostino Poletto direttore generale di Pitti Immagine, “che hanno creduto e investito nel salone, alle loro collezioni che incorporano memoria di alta manifattura insieme al talento innovativo, che infondono contenuti di contemporaneità ed elementi di funzionalità nei diversi canoni del vestire maschile”.
