11th Made in Steel guarda alle sfide del fututo

11th Made in Steel
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Organizzata da siderweb – La community dell’acciaio, 11th Made in Steel ha aperto i battenti a Fieramilano Rho il 6 maggio per concludersi l’8. La manifestazione è ospitata nei padiglioni 22 e 24 del quartiere fieristico su una superficie espositiva complessiva di oltre 35mila metri quadrati.
L’undicesima edizione della Conference & Exhibition internazionale dedicata alla filiera dell’acciaio offre occasioni di business e riflessione, di relazioni e conoscenza, oltre a essere una vetrina espositiva e a proporre convegni, forum e tavole rotonde indispensabili per la crescita delle imprese.

‘The Beauty of Steel’

Dopo l’edizione 2021, arrivata in coda alla pandemia di Covid-19 e i lockdown, e quella del 2023, segnata dalla ripresa, l’11th Made in Steel debutta in una fase di incertezza dovuta a rallentamento dell’economia, conflitti e crisi geopolitiche globali. Nonostante tutto ciò, quest’anno l’evento ha raggiunto le 387 aziende espositrici, +21% rispetto all’edizione del 2023. Di queste il 35% proveniente dall’estero. ‘The Beauty of Steel’ è il fil rouge che guida la proposta contenutistica e il titolo dell’edizione 2025 che celebra l’acciaio, amico del progresso e delle persone, evocandone forza, modernità lucentezza e invitando a scoprire il valore intrinseco e culturale di questo materiale, protagonista del futuro sostenibile perché infinitamente riciclabile.
L’ 11th Made in Steel – https://www.madeinsteel.it/, come ha sottolineato dal ceo Paolo Morandi, è un momento di incontro, di confronto per tutta la filiera dell’acciaio. Evento che “cade in un momento storico per la siderurgia italiana ed europea, in un contesto molto complesso, di grandi minacce e incertezze. Sfide dalle quali possono nascere anche nuove opportunità”

Al settore serve una svolta culturale

Sfide che hanno bisogno di scelte coraggiose e azioni concrete da parte dell’Europa, come ricordato dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi: “non possiamo più accettare che i nostri impianti elettrici green paghino l’energia più cara d’Europa o che la materia prima strategica – il rottame – continui a uscire dal Continente. È ora di alzare la voce contro l’inerzia ideologica, contro le resistenze tecnocratiche che bloccano ogni reale passo avanti. Serve una svolta culturale, una vera rivoluzione del pensiero industriale europeo. L’Italia, con la sua manifattura, chiede solo una cosa: regole giuste per competere ad armi pari e continuare a innovare nel segno della sostenibilità economica e sociale, non solo ambientale”.