22th Cibus, oltre 75mila le presenze

22th Cibus

Dal 7 al 10 maggio a Fiere di Parma si è tenuto la 22th Cibus che ha chiuso con oltre 75mila presenze, con una crescita del 25% rispetto al 2022. Un’edizione da record quella del salone di riferimento dell’agroalimentare italiano sia per numero di brand – 3.000 – che di buyer – 3.000 – presenti.
Tra i temi protagonisti della 22esima edizione i prodotti Dop e IGP, che, secondo l’analisi di Nielsen, se utilizzati come ingredienti all’interno di prodotti industriali contribuiscono nei punti vendita a una crescita delle vendite al valore con un 14% e a volume del 9,6%.
Inoltre, l’indicazione nel packaging della presenza di Dop e IGP aumenta la propensione al consumo e induce il consumatore a privilegiare l’acquisto di prodotti premium, sostenendo un costo maggiore.

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22th Cibus: novità e prossime tendenze

Nel corso della 4 giorni sono state presentate oltre mille referenze nuove. Alcune curiose, come i lecca-lecca musicali, il salame al tartufo con copertura di parmigiano, altre interessanti per soddisfare le esigenze dei tanti target. Ne sono un esempio l’uovo vegetale e il chutney all’aceto balsamico di Modena.
Tra i principali trend quello legato a salute e benessere, con protagonista il collagene, presente in numerose bevande e alimenti.
Una delle novità più interessanti della 22th Cibus è rappresentata dall’applicazione dell’intelligenza artificiale per contrastare le contraffazioni alimentari. Attraverso il progetto Nina, promosso dal Consorzio delle Mozzarella di Bufala Campana Dop, ad esempio, è possibile tutelare un’eccellenza dell’agroalimentare (primo marchio Dop per importanza del Centro-Sud Italia e il terzo tra i formaggi Dop italiani) contro le fake-mozzarelle e contrastare il fenomeno dell’Italian sounding.

Come incentivare l’export

22th Cibus ha acceso anche un riflettore sull’export del food made in Italy, che nel decennio 2013 – 2023 è stata del 27% rispetto al 12% della media europea. A dirlo lo studio del Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica Sacro Cuore. Risultati che hanno portato i prodotti agroalimentari italiani venduti all’estero a sfiorare i 64 miliardi di dollari, circa il 10% dell’export europeo (679 miliardi di dollari), collocando l’Italia al quarto posto nel 2023 per sviluppo dell’export in Europa.
Attenzione e molto interesse da parte delle aziende e dei buyer anche verso il tema della sostenibilità.
Argomento al quale, durante la 22th Cibus https://www.cibus.it/, è stato dedicato il convegno “Strumenti moderni per una filiera agroalimentare sostenibile”, organizzato dai Giovani di Confagricoltura-Anga e dal Gruppo Giovani Imprenditori di Federalimentare. Al centro le strategie e le best practice da attuare per incentivare l’export dei prodotti made in Italy.
Tra queste anche la sostenibilità che vede il packaging nel ruolo di protagonista. Infatti, secondo l’Osservatorio Packaging del Largo Consumo curato da Nomisma, per 2 italiani su 3 la confezione ha un ruolo decisivo nelle scelte d’acquisto di cibi e bevande, per 1 su 2 rappresenta un aspetto cruciale per contribuire a rendere un prodotto alimentare più rispettoso per l’ambiente.

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