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Aefi e Made in Italy, il ruolo delle fiere

Aefi e Made in Italy

Aefi e Made in Italy: nel corso della tavola rotonda ‘Made in Italy, Made in fiera’, organizzata da Aefi, Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, a Verona il 14 aprile, vigilia della Giornata del Made in Italy che si celebra il 15 aprile – novità istituita a fine dicembre dal governo – il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha dichiarato: “Le fiere italiane, rappresentate da Aefi, esprimono al meglio il made in Italy e sono il principale strumento di internazionalizzazione delle imprese nazionali. Grazie al vostro lavoro abbiamo portato il mondo in Italia, ora serve portare le nostre imprese nel mondo: se riusciamo a trovare uno strumento comune per fare questo in alcune aree e continenti e per alcuni settori, possiamo avere un effetto moltiplicatore per le imprese nei mercati stranieri”.

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Aefi e Made in Italy: un ruolo per il continente africano

Possibile scenario è certamente l’Africa, sulla quale il governo sta cercando di sviluppare il cosiddetto ‘Piano Mattei’. “L’Africa mi convince perché è il continente del futuro e di riferimento per l’Europa. Quel continente può essere l’avvio del progetto pilota delle fiere italiane all’estero”, ha concluso Urso, che si trovava nella città veneta per l’inaugurazione di Vinitaly 2024.
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, Matteo Zoppas, presidente Ice Agenzia, Pietro Piccinetti, presidente Commissione internazionalizzazione Aefi; Simona Rapastella, direttore generale Federunacoma.
Oltre ai rappresentanti di alcune realtà fieristiche. ComeRenato Pujatti, presidente Pordenone Fiere e Commissione Rete in fiere Aefi; Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere; Maurizio Ermeti, presidente Ieg; Federico Bricolo, presidente Veronafiere.

Aefi e Made in Italy: la centralità dell’industria fieristica

Maurizio Danese, presidente di Aefi: “Celebriamo la prima Giornata del Made in Italy con la consapevolezza della responsabilità del nostro ruolo. Le fiere supportano gran parte dei comparti-bandiera del ‘fare italiano’. Settori che complessivamente valgono il 60% delle esportazioni italiane e che sono protagoniste ogni anno in circa 270 fiere internazionali”.
La centralità dell’industria fieristica per la prima volta è stata riconosciuta in un testo legislativo – la recente normativa sul made in Italy –, riconoscendole un ruolo fondamentale per la conoscenza e la diffusione dell’eccellenza italiana.
“Una tappa necessaria per mettere a terra il processo di internazionalizzazione del sistema italiano delle fiere dentro un unico veicolo pubblico/privato”.
Secondo le prime stime dell’associazione, il 2023 si è chiuso con un incremento tendenziale del 10% dell’area espositiva venduta in Italia. Rispetto al target pre-Covid il gap è ancora del 10%, ma – secondo le previsioni di Aefi https://www.aefi.it/it/ – sarà colmato nell’anno in corso.
Nessun dubbio invece sulla crescita del numero di visitatori, sia sul 2022 che sul 2019, rispettivamente del +20% e +4%.

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