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3rd Slow Wine Fair: oltre 950 gli espositori

3rd Slow Wine Fair

La 3rd Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food, tornerà a Bologna dal 25 al 27 febbraio. In questa location appassionati, buyer e professionisti avranno la possibilità di scoprire vini frutto di un’agricoltura sostenibile, le cui parole d’ordine sono biodiversità, tutela del paesaggio agricolo, uso ponderato delle sue risorse, crescita culturale e sociale delle comunità contadine, oltre a una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori.
La manifestazione riunirà gli oltre 950 espositori selezionati dalla commissione di assaggio di Slow Food. Sono più di 200 le cantine provenienti da 25 Paesi –ben 39 dalla Francia, seguita da Spagna, Austria e Germania –, per un’offerta complessiva di oltre 5.000 vini in degustazione, e debuttano quest’anno Australia, Giappone, Messico, Sudafrica e Svezia.
Dati che fanno di 3rd Slow Wine Fair un punto di riferimento per il panorama vitivinicolo internazionale. E soprattutto arricchiscono il dibattito tra produttrici e produttori della Slow Wine Coalition, la rete mondiale composta da tutti i protagonisti della filiera del vino che ogni giorno portano avanti i princìpi del Manifesto del vino buono pulito e giusto, preservando l’ambiente e le sue risorse e mantenendo viva la propria comunità di appartenenza.

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Dall’Argentina i vini ad alta quota

Tanti i progetti presenti alla 3rd Slow Wine Fair. Tra questi quello presentato da Gastón Cruz della Bodega Don Milagro, che coltiva varietà native a Purmamarca, immerso nella valle della Quebrada de Humahuaca. Insieme alla moglie ed enologa Carolina Ruiz, Gastón continua a valorizzare i vigneti piantati dal nonno 80 anni fa, producendo Malbec, Cabernet Franc e Torrontés, emblematica uva bianca di questa zona che veniva utilizzata per le prime vinificazioni in anfore di terracotta. Scopri qui la sua storia.

3rd Slow Wine Fair: gli antichi vigneti in Turchia

La Turchia è tra i primi 5 Paesi per superficie vitata – meglio fanno solo Stati Uniti e Argentina –, e secondo solo a Spagna, Francia, Cina e Italia. Tuttavia, produce una quantità relativamente bassa di vino, poiché la maggior parte delle uve viene utilizzata per uva da tavola, succhi e uva passa. Un dato che riduce la biodiversità vitivinicola del territorio a poche cantine e di piccole dimensioni. Ne sono un esempio 7 Bilgeler di Selçuk, Heraki Wines di Denizli e Yaban Kolektif di Bayramiç, che alla 3rd Slow Wine Fair https://slowinefair.slowfood.it/ presentano il progetto Heritage Vines of Turkey, guidato da Sabiha Apaydn e realizzato in collaborazione con Slow Wine e la Fondazione Hans Wilsdorf nel 2023. Uno studio che intende documentare e mappare i vigneti dei distretti di Mut e Silifke, situati ai piedi delle montagne del Tauro centrale, e richiamare così l’attenzione sull’importanza delle aree vitivinicole profondamente radicate nel Paese, oggi a rischio di estinzione. Leggi qui il racconto del progetto.

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