È tornato in presenza, dopo due anni di stop, 54th Vinitaly. Infatti l’appuntamento più atteso per il business e la promozione del settore vitivinicolo è dal 10 aprile a Veronafiere, dove si concluderà il 13.
La 54ª edizione del salone internazionale dei vini e dei distillati si presenta con un quartiere espositivo sold out con 4.400 aziende provenienti da 19 nazioni, oltre 30 convegni e 76 super-degustazioni in programma.
Un sistema integrato con la piattaforma online b2b di VinitalyPlus, con oltre 17mila etichette caricate in formato digitale dai produttori.
Sono 700 i top buyer esteri di vino italiano accreditati alla 54th Vinitaly da 50 Paesi. Di questi 650 arrivati grazie alla campagna promossa da Veronafiere con ICE-Agenzia. A questi si aggiungono i 50 operatori profilati della domanda al loro debutto a Verona e parte di un nuovo progetto di incoming ‘ad hoc, nato dalla collaborazione diretta dell’ente fiera con 30 aziende espositrici.
Sostenere il mercato
Durante il convegno inaugurale “Vinitaly Restart”, al quale hanno preso parte i rappresentanti istituzionali a livello nazionale, regionale e locale, Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, ha sottolineato: “Dopo la pandemia, il vino italiano è nel pieno del vortice di aumenti che rischiano di impattare per 1,3 miliardi di euro di costi aggiuntivi, facendo perdere quote di mercato a favore di Paesi produttori del nuovo mondo ed europei, meno esposti alla crisi energetica. Un tema, questo, particolarmente delicato e strategico, che sarà al centro delle giornate di Vinitaly e che, conseguentemente, imporrà anche nuovi criteri di selezione di mercati e di buyer ad alto potenziale”.
Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere: “54th Vinitaly www.vinitaly.com è il brand ombrello del vino italiano più conosciuto al mondo. Questo è un dato di base oggettivo su cui costruire le trame comunicative e di marketing in favore del made in Italy. In questa edizione abbiamo lavorato moltissimo per garantire il record di buyer provenienti da Usa e Canada. Un record non solo numerico ma anche qualitativo, frutto di una selezione importante realizzata con Ice del peso dei singoli operatori che sono oggi a Verona”.