Pitti Immagine edizioni 2022, il tema è “Reflections”

Pitti Immagine edizioni 2022

“Pitti Reflections” è il tema dei saloni di Pitti Immagine edizioni 2022.
Ovvero il filo conduttore degli allestimenti in Fortezza da Basso e alla Stazione Leopolda, realizzati sotto la direzione creativa di Angelo Figus in collaborazione con Alessandro Moradei. Pitti Reflections è anche l’impulso creativo della nuova campagna pubblicitaria scattata dal duo Narènte su un set fotografico di grande impatto.
Come spiegato da Agostino Poletto, direttore generale dei saloni fiorentini: “Nella duplice accezione di superficie specchiante e di processo mentale che pensa, analizza ed elabora, Reflections incarna la volontà di interrogarsi, di andare alla ricerca di ciò che ancora non è stato svelato Lo specchio in fondo è il nostro alter ego, è uno strumento di indagine attraverso il quale scrutare noi stessi, la nostra immagine e il mondo intorno a noi”.

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Riflessi, rifrazioni, riflessioni, impressioni, immagini di rimando, coincidenti, talvolta anche non. Un gioco di specchi che sembra fedele, ma non lo è: raddoppia, sdoppia, somma, amplifica, sfugge e suggerisce angolazioni diverse, propone sguardi laterali.
Lo specchio come tema del doppio, del riconoscersi, dell’identità propria e dell’altro, segno contraddittorio che racconta la realtà, ma che è anche inganno, illusione, alterazione, vanità, narcisismo, voyeurismo, evasione.
Da queste suggestioni il creative director Angelo Figus ha sviluppato ll concept della campagna adv di Pitti Immagine edizioni 2022, interpretata negli scatti e nel video realizzati da Lucio Aru e Franco Erre, in arte Narènte (in sardo, colui che narra), coppia creativa che si divide fra Berlino e la Sardegna.

Gli allestimenti delle location

Gli specchi di Pitti Immagine reflections caratterizzeranno anche le location e vestiranno la Fortezza da Basso e Stazione Leopolda con tante superfici riflettenti, in varie declinazioni, pronte ad attrarre l’occhio e disegnare i diversi contesti.
“Vogliamo aprire nuove finestre su mondi riflessi, giocare a scambiare il reale con il virtuale, rovesciare il cielo e la terra, offrire una visione cinetica dell’essere a Firenze” come ha sottolineato Angelo Figus.
L’immagine riflessa si compone e scompone in una somma di schegge suggerendo molteplici visioni, deformazioni come nelle gallerie di specchi dei luna park, finestre che tagliano e aprono sguardi inaspettati. Immagini spesso casuali che ci rimandano le superfici specchianti delle realtà urbane, vetrine che lanciano rapidi interrogativi su come noi ci vediamo, su come gli altri ci vedono, sull’immagine reale e l’immagine mentale, quasi mai gemelle.

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