Grido di allarme è stato lanciato da # Italialive, il manifesto che riunisce diverse associazioni del comparto. Teatri e cinema aperti e sale e spazi per congressi ed eventi ancora chiusi: questo in sintesi uno dei punti del nuovo Dpcm, firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, in vigore dal 6 marzo.
Ancora una volta, dunque, il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati non sembra tra le priorità del Governo per portare il Paese verso una nuova normalità.
Un errore di visione che sta bruciando un settore che genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi e che dà lavoro a oltre 570.000 persone, la maggior parte donne.
Numeri ricordati da # Italialive, di cui fanno parte Admei-Association of Destination Management Executives International, Alleanza Cooperative Italiane (Cultura, Turismo, Comunicazione), Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia, Associazione Nazionale Banqueting e Catering, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi, Filiera degli Eventi Unita, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ICCA Italian Committee, Meeting Professionals International Italia Chapter, Society for Incentive Travel Excellence – Italy Chapter e UNA-Aziende della Comunicazione Unite.
Secondo # Italialive per evitare il fallimento di tante imprese con il conseguente licenziamento di migliaia di addetti, l’industria dei congressi e degli eventi aziendali e privati ha urgente bisogno di ristori a fondo perduto sia per le imprese che per i liberi professionisti della filiera.
Devono anche cambiare i criteri di accesso, che non dovrebbero considerare i codici Ateco ma il criterio della perdita del fatturato e ammortizzatori sociali estesi almeno sino al 30 settembre 2021.
Riguardo ai ristori, ricorda ancora #Italialive, è fondamentale il superamento del limite di 5 milioni di euro di fatturato che esclude gran parte delle aziende a maggior densità di lavoro (occupazione) e a maggiore capacità di indotto (ricaduta positiva sulla catena dei fornitori).SecondoSalvatore Sagone, portavoce nei rapporti con i media di # Italialive: «Il nuovo Dpcm autorizza la riapertura dei teatri e dei cinema anche nelle zone gialle, pur con le dovute misure anti-contagio, e mette invece ancora lo stop a congressi ed eventi, persino nelle zone bianche. Siamo di fronte a una vera e propria discriminazione, che non ci vedrà stare in silenzio. Associare ancora una volta il termine ‘assembramenti’ a congressi, convegni ed eventi dimostra la mancata conoscenza del modus operandi e della professionalità del nostro settore. Parliamo di eventi statici, dove ogni partecipante è preventivamente registrato e dove fior fiore di professionisti adotta misure di sicurezza che vanno ben oltre quelle previste dal Dpcm per l’apertura di teatri e cinema».