Fiere Bologna e Rimini, sull’unione interviene la Regione

Fiere Bologna e Rimini

Venerdì 22 gennaio il lungo percorso di aggregazione tra le Fiere Bologna e Rimini  sembra arrivato a una svolta decisiva.
Nell’incontro avvenuto nel pomeriggio in Regione, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, si sono incontrati con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.
Insieme hanno convenuto che nel percorso di aggregazione un ruolo fondamentale sarà svolto dalla Regione Emilia-Romagna.
Come riportato in una nota, la Regione si impegna ad accrescere la propria partecipazione al capitale sociale di Fiere Bologna e Rimini e a sostenere il progetto industriale di sviluppo della nuova società. Obiettivo di questa partecipazione quello di realizzare un gruppo leader a livello nazionale e internazionale del settore, diventando la prima società fieristica in Italia e la terza a livello Europa.
La nuova fiera rappresenta un asset strategico non solo per l’Emilia-Romagna, ma per l’intero Paese, a sostegno del made in Italy e dell’internazionalizzazione delle imprese del territorio.

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Stefano Bonaccini Presidente Regione Emilia-Romagna: “Nel momento della crisi più difficile per il comparto fieristico, il sistema dell’Emilia-Romagna rilancia con l’operazione più importante sul piano nazionale, e di portata europea, per arrivare alla nascita di un gruppo primo in Italia e terzo in Europa per numeri aggregati, con l’unione fra le Fiere Bologna e Rimini. Un’operazione al servizio non solo dell’Emilia-Romagna ma del Paese, con quella che si profila come la più grande infrastruttura fieristica italiana, a supporto del made in Italy e dell’internazionalizzazione delle imprese del territorio, oltre che fondamentale per le filiere dell’industria e del manifatturiero.
Quella di oggi è la riprova che di fronte alle difficoltà non si rimane certo fermi, anzi si riorganizza per ripartire al meglio non appena possibile, anche rimettendo in discussione tutto o quasi. La Regione ha deciso di fare un passo avanti decisivo, impegnandosi ad aumentare la propria partecipazione e a sostenere il progetto industriale della nuova fiera, perché mai come ora è prioritario sostenere l’economia e il tessuto produttivo per difendere l’occupazione e crearne di nuova, di qualità.
Fino a qualche tempo fa l’orizzonte era quello di uscire dalla fiere di Fiere Bologna e Rimini, oggi invece siamo qui per rafforzare la loro funzione per il territorio, con il ruolo del pubblico che diventa anche garanzia per il privato, a sostengo appunto dell’economia, del lavoro e della ripartenza”.

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