Ricerca Deloitte: secondo la nuova release dell’Osservatorio Global State of Consumer Tracker, che ogni mese monitora l’andamento dei consumi e i trend correlate, con l’avvento della seconda ondata di pandemia, l’ansia degli italiani ha ripreso a crescere raggiungendo un picco del 43%, stesso livello raggiunto in aprile.
Non è solo l’emergenza sanitaria a preoccupare gli italiani. Le preoccupazioni finanziarie (47%) e i timori di disordini sociali (38%) sono due ulteriori elementi che incidono notevolmente sulla serenità generale del Paese. In questo momento, la percentuale di adulti italiani preoccupati di non riuscire ad effettuare i pagamenti imminenti sta riguadagnando quote, tornando ai livelli della tarda primavera (31%). A fronte del 40% che nutre timori rispetto alla perdita del proprio posto di lavoro, un altro 42% teme che i propri risparmi non siano sufficienti a far fronte alle proprie esigenze economiche nei prossimi mesi. Cresce quindi un comportamento orientato al risparmio e alla revisione dei propri budget familiari.
Secondo la ricerca Deloitte, la situazione impatterà inevitabilmente anche sulle spese di Natale. Per queste festività infatti, gli italiani si aspettano di spendere circa €255 a famiglia, -48% su base annua. In particolare i consumatori con reddito medio (52%) applicheranno tagli alla spesa a causa di un deterioramento della propria condizione economica. Circa l’11% quest’anno non comprerà alcun regalo, il doppio rispetto all’anno scorso. Il 58% degli over 55 e il 35% dei 35-54 sono tra coloro che si asterranno.
Un nuovo comportamento di acquisto
In parte per effetto dei provvedimenti del Governo legati alla divisione dell’Italia in zone più o meno a rischio, con la seguente chiusura dei negozi e le limitazioni agli spostamenti, la finestra media dedicata agli acquisti quest’anno sarà più breve, dice Deloitte. Inoltre, a differenza degli anni passati, quest’anno ben il 20% aspetterà i saldi di gennaio alla ricerca di offerte speciali e approfittando di sconti. Il 32% degli intervistati ha inoltre dichiarato di essere orientato a cercare soluzioni che consentano maggiore comodità e flessibilità, come acquistare online e ritirare in negozio. Durante il picco iniziale di Covid-19, l’uso degli ordini online e pick up instore è dipeso soprattutto da motivazioni di sicurezza, come sottolinea la ricerca Deloitte. Ora, il numero di consumatori che stanno utilizzando questa modalità di acquisto come alternativa al delivery è in aumento, diventando un modo per rispondere a bisogni di maggiore convenience. Per il 25% dei consumatori si tratta inoltre di un modo per supportare i negozi locali nei periodi di blocco (da ottobre a novembre questa motivazione è aumentata di 7 punti percentuali).
Nonostante la situazione, il 62% degli italiani intervistati ha dichiarato di considerare i negozi fisici come la principale meta per lo shopping natalizio a fronte di un 38% che predilige l’online.
