A causa di un annus horribilis come questo, ha ricordato il Presidente Aefi , il fatturato del settore fieristico calerà dell’80%. È necessario, quindi, per l’associazione, che riunisce gli organizzatori di fiere, attivare le regole dello stato di calamità naturale per non perdere un asset di sviluppo fondamentale per il Paese.
«Chiediamo al Governo un aumento dei fondi e che il supporto a fondo perduto sia svincolato dalle regole del de minimis per poter utilizzare in maniera sostanziale i 263 milioni previsti dall’art.91 del DL 104/2020 e rifinanziati con il Decreto Ristori ed avere il ristoro necessario a compensare i danni subiti da tutte le fiere, anche quelle nazionali».
A dirlo Maurizio Danese, presidente Aefi, in occasione dell’audizione odierna alla V e VI Commissione del Senato.
Danese ha ricordato come la pandemia abbia messo in ginocchio il settore con previsioni di -80% per ciò che riguarda il fatturato. «Da marzo continuiamo a sostenere costi enormi per l’adeguamento dei quartieri ai protocolli anti-Covid e a lavorare per pianificare le manifestazioni future, perché le fiere non si improvvisano. Le fiere danno origine al 50% dell’export delle imprese italiane che vi partecipano e, ogni anno, sono in grado di generare affari per 60 miliardi di euro».
Se a tutto questo si aggiunge anche l’indotto diretto e indiretto, sostiene il presidente Aefi, la cifra aumenta in modo esponenziale. E chiede al Governo italiano di riconoscere formalmente che per il sistema fieristico italiano l’epidemia «è una calamità naturale ed evento eccezionale (ai sensi dell’articolo 107, comma 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea), derogando quindi ai limiti previsti dalle disposizioni in materia di aiuti di Stato così come già riconosciuto da altri Paesi».
«Per i quaranta quartieri e organizzatori fieristici associati Aefi e per tutti gli organizzatori di manifestazioni abbiamo proposto inoltre che nel Decreto Ristori Bis venga attivato un fondo presso il MiSE a compensazione dei danni subiti come conseguenza dell’evento eccezionale oltre che per le fiere internazionali anche per quelle nazionali, al fine di consentire la prosecuzione dell’attività e la promozione del sistema Paese».
Ha concluso Danese Presidente Aefi, chiedendo che i fondi siano erogati entro l’anno. Perché ulteriori rinvii sono insostenibili e comprometterebbero seriamente anche l’immediato futuro di un comparto fondamentale per l’economia italiana.