Il presidente di Aefi si appella al Governo

presidente di Aefi

Il presidente di Aefi prende atto che con la crescita dei contagi si ripresenta il timore di eventuali chiusure delle attività professionali e della limitazione della mobilità. Tra le attività professionali legate strettamente alla mobilità vanno sicuramente ricordate le manifestazioni fieristiche. Da qui lo scorso 9 ottobre la presa di posizione e la dichiarazione di Maurizio Danese, presidente di Aefi , l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane.

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«Non possiamo fermare nuovamente le fiere; siamo preoccupati per le voci relative alle ulteriori restrizioni che il prossimo Dpcm potrebbe imporre sull’intero territorio nazionale per quanto riguarda la partecipazione agli eventi», ha dichiarato il presidente di Aefi, ricordando che le fiere sono una fonte di business.
Eventi organizzati da professionisti e che – particolare fondamentale e importantissimo – hanno adottato protocolli molto rigidi in materia di salute e sicurezza. Protocolli che vengono rispettati in tutte le fasi delle manifestazioni e degli allestimenti e che tengono conto delle dimensioni di ciascun quartiere.

Tutti gli spazi fieristici associati ad Aefi sono stati progettati secondo protocolli ad hoc per garantire la partecipazione in piena sicurezza di espositori e visitatori. Dagli spostamenti dagli hotel alla fiera ai dispositivi di sicurezza individuale, alla sanificazione degli ambienti, ai titoli di accesso dematerializzati, alle app “salta fila”, al guardaroba con ciclo automatico.

«Il prossimo Decreto deve considerare le esigenze del settore già fortemente colpito dalla pandemia, tra i primi ad essere bloccato e l’ultimo ad essere ripartito. Un settore che è già in ginocchio da mesi di blocco totale».
Il Governo non può considerare le fiere alla stessa stregua delle sagre di paese, come avvenuto in alcuni dei diversi Dpcm che si sono susseguiti da marzo.
Dal primo settembre gli associati Aefi hanno riaperto i quartieri e le 47 manifestazioni che si sono svolte – di cui 20 internazionali – sono state realizzate in totale sicurezza, oltre ad aver dato un’iniezione di fiducia al business delle imprese italiane espositrici.

Conclude il presidente di Aefi, Maurizio Danese: «Teniamo sempre presente che l’espansione del virus a livello globale, potrebbe già penalizzare gli eventi fieristici sul fronte dell’incoming di operatori esteri. È quindi ancora più indispensabile che i nostri 40 associati possano avere delle certezze per affrontare i prossimi mesi».

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