Come sarà il settore delle fiere italiane nel post emergenza? Sono in tanti a chiederselo. Enti organizzatori, espositori, aziende dell’indotto, visitatori B2B stanno aspettando disposizioni più precise dopo la pubblicazione dell’ultimo Dpcm che comparava le fiere a “sagre e discoteche”. Una comparazione che non è piaciuta a Cfi – Comitato Fiere Industria che il 14 luglio ha diffuso una nota in cui sottolinea la sua forte preoccupazione nel persistere da parte delle istituzioni nel considerare le fiere di settore al pari di altri appuntamenti.
A questo ha cercato di dare una risposta il Corriere della Sera, che lunedì 13 luglio ha pubblicato sul suo dorso dedicato all’economia lo speciale Osservatorio Fiere italiane. Un comparto che annualmente genera un giro di affari per 60 miliardi di euro e tra i settori quello con il più alto moltiplicatore di indotto diretto e indiretto nell’economia nazionale. Al momento il settore fieristico conta in Italia oltre 140 manifestazioni posticipate di mesi. Addirittura in alcuni casi riprogrammate al 2021. Di queste, 63 sono a carattere internazionale e 75 nazionale e 30 sono state annullate.
Il Corriere della Sera ha sentito il parere di Aefi – Associazione Esposizioni e Fiere Italiane , che dopo aver ricordato i numeri del comparto hanno ricordato come per il 75% delle aziende le fiere siano un luogo di business e di incontro fondamentali. Un mezzo che dà origine a circa la metà delle nostre esportazioni e un volano per far conoscere in tutto il mondo la produzione targata made in Italy.
Il comparto ha reagito subito – ne abbiamo parlato spesso anche in fiereitaliane.it e continueremo a farlo – puntando in particolare sul digitale. Una possibilità sfruttata in tutti i suoi aspetti per dare continuità all’impegno dei tanti enti fieristici. Da qui la nascita di piattaforme online sempre più sofisticate dal punto di vista tecnologico, ma allo stesso tempo semplici e intuitive da utilizzare. Tuttavia, come ricordato sopra, la fiera è anche la sede degli incontri personali, delle strette di mano, anche se ora vietate.
Per questo dalla metà di marzo Associazione Esposizioni e Fiere Italiane ha creato un comitato dedicato a delineare un protocollo efficace per garantire a espositori e visitatori una permanenza in sicurezza. Come previsione di data di riapertura Aefi è molto chiara: il primo settembre 2020. Perché, spiega la segretaria generale Loredana Sarti al Corriere della Sera, il comparto fieristico italiano non può attendere oltre, significherebbe dare un vantaggio alla concorrenza internazionale. E questo il nostro Paese non se lo può permettere.