Con il nuovo Dpcm del 14 luglio il Governo Italiano ha confermato le restrizioni in vigore fino a questo momento. Una decisione con la quale per almeno altre due settimane sono posticipate le aperture di fiere e congressi. A meno che, sottolinea il Dpcm, non siano le Regioni a prendersi la responsabilità della riapertura.
Un decreto fortemente voluto dal ministro Speranza favorevole a bloccare i grandi assembramenti. Resteranno così l’obbligo di indossare mascherine nei luoghi chiusi dove non si può garantire il distanziamento. Riconfermate anche tutte le misure di sanificazione, oltre alla necessità di lasciare le generalità nel locali pubblici, che verranno custodite per due settimane.
A livello parlamentare sono comunque stati presi dei provvedimenti per aiutare gli enti fieristici e le aziende penalizzati dal rinvio deciso dal provvedimento del Governo Italiano. Con l’articolo 46 – bis è stato previsto un fondo di 30 milioni “per il ristoro delle spese sostenute dalle imprese per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali, che siano state disdette in ragione dell’emergenza legata alla situazione epidemiologica in atto, con riferimento alle imprese diverse dalle piccole e medie imprese e agli operatori del settore fieristico”.
A questo si aggiunge “l’esonero della prima rata dell’IMU 2020 per gli immobili rientranti nella categoria catastale D, in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni (art. 177).
La Camera infatti riconosce al settore fieristico, che annualmente genera un giro di affari per 60 miliardi di euro, di essere uno dei comparti con il più alto moltiplicatore di indotto diretto e indiretto nell’economia nazionale. Un comparto ora in ginocchio con oltre 140 manifestazioni fieristiche in Italia posticipate di mesi, e in alcuni casi riprogrammate al 2021. Di queste, 63 sono a carattere internazionale e 75 nazionale. 30 sono annullate. La maggior parte di esse concentrate in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Per questo motivo la Camera invita “il Governo Italiano a valutare la possibilità di introdurre norme nelle quali si preveda: a) l’istituzione di un Fondo per il sostegno agli operatori del sistema fieristico nazionale colpiti dagli effetti economici derivanti dall’epidemia Covid – 19, ivi compresi i soggetti aventi la proprietà o la gestione dei quartieri fieristici presso i quali si svolgono eventi a carattere almeno nazionale; b) che l’Istituto per il Commercio con l’estero inserisca tra le sue priorità di finanziamento le spese per la partecipazione di imprese italiane ad eventi fieristici che si svolgono all’estero”.