Aefi: la pandemia di Covid-19 rischia di distruggere il settore fieristico italiano. A dirlo le associazioni di categoria, e tra queste anche l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Al momento sono 138 le manifestazioni fieristiche italiane posticipate, alcune già al 2021, 30 quelle annullate. Le fiere sono concentrate principalmente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma tutti gli associati sono bloccati nella loro attività.
In rappresentanza di 36 quartieri fieristici nazionali, Aefi ha elaborato alcune proposte per sostenere i propri associati e l’intero comparto. Come il rimborso delle spese sostenute e dei mancati ricavi per gli eventi annullati e posticipati, la proroga delle scadenze fiscali per almeno 9 mesi – anche in compensazione ed in deroga ai limiti di compensazione -, la sospensione del Decreto Legislativo 19 Agosto 2016 n.175, la moratoria dei mutui.
Giovanni Laezza, presidente Aefi: «Abbiamo inviato una lettera al Governo per chiedere di attivare urgentemente i percorsi nazionali e comunitari per ottenere dalla Commissione Europea l’approvazione di un regime di aiuti di Stato che possa consentire in tempi ridotti di mettere a disposizione del comparto fieristico la liquidità necessaria per salvaguardare gli enti fieristici e consentire poi la ripresa immediata delle iniziative a favore di tutti i settori produttivi».
Secondo Aefi, le risorse finora stanziate dalla Farnesina per il Piano Straordinario per la promozione del made in Italy sono utili per le manifestazioni previste all’estero, grazie anche al rimborso delle spese già sostenute per gli eventi annullati o a cui le aziende italiane non hanno potuto partecipare. Altre, come le iniziative promozionali saranno indispensabili quando il settore sarà ripartito. La richiesta di Aefi di avvio di un percorso di aiuti di Stato è in linea con l’esperienza danese e con quella tedesca.
Fiere italiane e donne
Non si ferma anche in questo periodo l’attività di Aefi, che il 26 marzo ha lanciato una survey tra gli associati su ruolo e peso delle donne nelle fiere.
Dalla ricerca emerge che le quote rosa sono ben rappresentate: il 52% delle risorse impegnate nell’attività fieristica è di sesso femminile, mentre per quanto riguarda le posizioni di quadri e dirigenti, le risorse femminili sono circa il 38%. La percentuale di donne presenti nei board è pari al 30,43%. Per il 30% degli associati Aefi la presenza femminile sul totale dell’occupazione è inferiore al 50%; per il 51,52% è tra il 50% e il 70%, per il 18,8% è superiore al 70%.
Consapevoli dell’importanza che un equilibrio di genere porta al business e del contributo positivo che i membri di sesso femminile portano nei team di lavoro, alcuni associati Aefi hanno attivato programmi per la valorizzazione della presenza femminile in azienda, mentre altri sono in procinto di avviarli.